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Flauto di transizione
tipo Grece-Rafi

Flauto tenore/soprano in Do, 440Hz a 20°

Ispirato agli strumenti marcati Rafi e Grece conservati presso l'Accademia Filarmonica di Bologna.

Questi strumenti mostrano chiaramente di essere prodotti nati nel solco delle sperimentazioni che si andavano compiendo a cavallo tra XVI e XVII secolo, intese ad estendere la tessitura dei flauti dolci per rispondere alle nuove esigenze della musica. La tipologia del tubo cilindrico con una strozzatura verso la fine (a partire dall'ultimo foro) e allargamento finale si ravvisa anche in altri strumenti (un tenore a Vienna e flauti Kynseker), e permette l'utilizzo del terzo registro per raggiungere l'estensione di oltre due ottave. I due tenori presenti a Bologna sono leggermente diversi tra loro, a conferma della tesi che si trattava di strumenti sperimentali, e questo mi ha incoraggiato a proseguire nella ricerca operando una piccola modifica, un leggero allargamento del tubo prima del foro numero 0. Questa modifica non cambia minimamente la personalità del flauto, ma permette di ottenere le note alte con le comode posizioni barocche anziché quelle un po' precarie date da Mersenne.

La mia "copia" del tenore, rielaborata in scala perché gli originali hanno un diapason più alto, è fatta in due pezzi, anche per poter suonare il flauto col becco rovesciato verso il basso, cosa che facilita l'esecuzione a chi non dispone di braccia molto lunghe e grandi mani.

Il legno è melo, trattato con olio di lino, biologico nelle parti a contatto con la bocca.

L'emissione, caratterizzata dal tipico "sputo" (tecnicamente: transitorio di attacco molto pronunciato, dovuto alla quasi mancanza di smussature all'uscita del canale dell'aria) richiede una certa delicatezza di lingua e un progressivo sostegno di fiato, soprattutto per le ultime note in alto.

La versione soprano è una validissima alternativa al soprano Van Eick.


Ascolta un'esecuzione dell'autore